Marchesi di Barolo

Storia di una splendida intuizione

1806

Il 18 agosto, a Parigi, Giulia Colbert di Maulévrier sposa Carlo Tancredi Falletti, Marchese di Barolo, Guardia d’Onore a Cavallo e Ciambellano di Napoleone Bonaparte.

1814

Carlo e Giulia si trasferiscono a Torino, e prendono dimora a Palazzo Barolo.

1830-40

È in questi anni che nelle cantine dei Marchesi di Barolo nasce il Barolo.

Furono create a inizio Ottocento per volere della Marchesa Giulia di Barolo, che, insieme al marito Carlo Tancredi, intuì le potenzialità dell’uva Nebbiolo di questo territorio così speciale – iscritto dal 22 giugno 2014 alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – e per portarne a completo compimento la fermentazione alcolica, realizzarono cantine ideali ove la temperatura rimaneva protetta dai rigidi picchi di freddo che caratterizzavano le notti tardo autunnali e le dotò di grandi botti in rovere per affinare e rendere armonica ed elegante la struttura di questo visto potente ed austero.

1840

Nasce Felice Abbona, capostipite della famiglia che fondò “Cavalier Felice Abbona e figli”

1853

Durante l’epidemia di colera, i Marchesi si attivano organizzando ospedali temporanei per accogliere i malati. Il Marchese Carlo Tancredi viene contagiato. Curato e parzialmente guarito, morirà 3 anni dopo per gli strascichi della malattia.

1864

La Marchesa Giulia muore il 19 gennaio e lascia tutti i suoi possedimenti all’Opera Pia Barolo, comprese le Cantine e i Poderi di Barolo.

1875

Il castello di Barolo viene restaurato secondo lo stile neogotico voga al tempo, e ospita il Collegio Barolo.

1901

L’azienda vinicola di Barolo “Cav. Felice Abbona e Figli” conquista le prime medaglie e onorificenze alle Esposizioni Internazionali di Roma, Lione, Parigi e Venezia.

1929

Pietro Abbona acquisisce le Cantine dei Marchesi di Barolo insieme al fratello Ernesto e le sorelle Marina e Celestina.

1930-1940

Pietro Abbona trasforma la tenuta nobiliare in un’azienda vinicola strutturata ed efficiente, che porta i suoi vini sulle tavole dell’alta società, di Papi, delle ambasciate italiane nel mondo, dei grandi e lussuosi transatlantici dell’epoca.

1966

Pietro Abbona, il “Patriarca del Barolo”, colui che ha condotto il passaggio dalle tenute nobiliari all’impresa vinicola, muore. L’azienda rimane nelle mani delle sorelle e del nipote Felice, papà di Ernesto.

1980

Iniziano le prime visite alle Cantine Storiche. Cresce la cultura del vino, cresce l’interesse verso il turismo enogastronomico, Barolo e le Langhe cominciano a diventare un punto d’attrazione per gli appassionati.

1996

All’interno della storica sede Marchesi di Barolo viene aperto il ristorante La Foresteria, dove i vini vengono abbinati ai piatti tipici della tradizione langarola.

2002

Le 5 storiche Botti della Marchesa vengono restaurate. Vengono eliminati i detriti e i sedimenti accumulati nella parte interna inferiore: il Rovere di Slavonia viene riportato al suo originario splendore, e oggi le grandi botti storiche sono nuovamente usate per l’affinamento del Barolo.

2016

La Marchesi di Barolo acquisisce Cascina Bruciata, tenuta storica a Barbaresco.
1806
1814
1830-40
1840
1853
1864
1875
1901
1929
1929
1966
1980
1996
2002
2016

Capitolo 1

Quando Barolo era solo un paese

Capitolo 2

L’invenzione del Barolo

Capitolo 3

Il vino dei Re

Capitolo 4

Le testimonianze storiche

Capitolo 5

Gli antichi poderi dei Marchesi di Barolo

Capitolo 6

Il passaggio della famiglia Abbona

Capitolo 7

Il primo Barolo delle parole dell’800