Barolo 1999
martedì, 15 Febbraio, 2000

Barolo 1999

Ancora un’annata eccezionale

L’ultima vendemmia del secondo millennio si è rivelata di qualità veramente grande superando di gran lunga le previsioni dei viticoltori più ottimisti: Cinque grandi annate di seguito, non era mai successo nella storia del vino Barolo. Il ciclo vegetativo della vite era iniziato abbastanza precocemente, con marzo ed aprile già abbastanza caldi e comunque con temperature più alte della media stagionale.
Maggio fresco e piovoso ha rallentato la fioritura e l’allegagione che comunque sono avvenuti in tempi normali. Il bel tempo ha ripreso nei mesi di giugno e luglio, dove temperature medie abbastanza elevate e pochissime precipitazioni atmosferiche hanno dato nuovamente precocità all’annata. Già alla fine di luglio nei filari di Barolo è cominciata l’invaiatura, cioè la formazione nell’acino dei polifenoli che costituiscono il colore del vino.

L ‘annata sembrava addirittura precocissima, anche se, la scarsità di precipitazioni di giugno e luglio cominciava a dare segnali di stress idrico in vigneti particolarmente esposti. Dopo il 10 di agosto la temperatura è scesa notevolmente e qualche pioggia ha smorzato la siccità che cominciava a farsi sentire. Settembre, mese decisivo per la maturazione del nebbiolo, è stato mite, con giornate di sole e nuvole alternate a qualche precipitazione. Questo abbassamento della temperatura ha rallentato, ma non ostacolato la maturazione dell’uva Nebbiolo, che, aiutata anche da alcune notti molto fredde (la prima brina è apparsa nei fondovalle ai primi di ottobre) è avvenuta in tempi normali. Le prime vigne a raggiungere la perfetta maturazione sono state i Cannubi e le Brunate raccolte i giorni 7,8 e 9 ottobre, seguite dalla Sarmassa raccolta i giorni 10 e 11. Leggermente più tardive Coste di Rose e Ravera raccolte rispettivamente i giorni 15 e 16 di ottobre. Dai primi assaggi dei vini ottenuti, si nota un’ottima intensità e tonalità di colore, con un buon equilibrio tra acidità e struttura tannica. Grande quantità di estratto che supera in alcuni casi i 32 grammi litro il che fa prevedere una notevole longevità dell’annata 99. Gradazioni alcoliche sostenute, che in alcuni casi superano i 14 gradi naturali ma che si armonizzano bene con la grande struttura del vino.

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